Trame, orditi e fantasia con l'amore per la tradizione ed un pizzico di modernità!!!!!


Ricamo

Ricamo

L’origine del ricamo si perde nella notte dei tempi. Già nell’antichità i tessuti, e talvolta anche le pelli, venivano adornati con l’uso di aghi e fili d’oro e d’argento ma anche di lana, seta, lino o cotone. Nelle monumentali sepolture degli antichi Faraoni d’Egitto sono stati ritrovati capi di biancheria dalle cifre ricamate in grosso filo marrone e bende lavorate ad ago. Nella tradizione ebraica – testimoniata dalla stessa Bibbia – si ritrova con frequenza l’uso del ricamo per la decorazione degli arredi sacri, delle tende e dei veli di bisso. Nell’epopea omerica sono ricordati più volte ricami e ricamatrici: furono certamente i Frigi ad introdurre l’arte del ricamo prima nell’antica Grecia e poi a Roma, come raccontano le storie di Plinio.
Dal laboratorio di stoffe e ricami creato dagli Arabi a Palermo intorno all’anno Mille, uscirono manti imperiali ricercati dai principi di tutta Europa e arredi sacri utilizzati dai Pontefici.
L’arte del ricamo raggiunse nel grandissima eleganza in Francia, dove gli ornati richiamavano le delicate decorazioni in ferro dei portali e le scene a soggetto cavalleresco delle vetrate, in Fiandra e, soprattutto, in Italia, dove, sino alla fine del XVII secolo, si continueranno a produrre i ricami più preziosi, coinvolgendo nell’interesse per questa forma d’arte gli artisti più insigni. Il Museo dell’Opera del Duomo Firenze conserva alcuni preziosi frammenti del parato di S. Giovanni, risalenti al Quattrocento, eseguiti su disegno del Pollaiolo. Nel Cinquecento cominciano a comparire sulle vesti, nei decori delle abitazioni e delle chiese, i ricami a fili contati, eseguiti bianco su bianco da abili mani femminili.

 

In questi ultimi anni sta trovando uno spazio sempre maggiore la tendenza a conservare, perché vengano tramandate alle nuove generazioni, le attività più tipiche e genuine della nostra tradizione. Così il ricamo torna a fiorire, anche se in forme e applicazioni più pratiche e modeste, l’ago e il filo tornano a scorrere nelle mani della donna moderna, per riempire proficuamente il tempo libero e per rinnovare un’antica sfida creativa che trae dal presente nuova linfa e rinnovata ispirazione.